Ribaltata la sentenza del Tar Sicilia

Vallelunga Pratameno, Cga"Scioglimento corretto"

Municipio-di-Vallelunga

2 dicembre 2011 -  Lo scioglimento del Consiglio comunale di Vallelunga Pratameno per infiltrazioni mafiose deciso il 27 luglio del 2009 dal Consiglio dei Ministri, era regolare:male ha fatto il Tar a dichiaralo illegittimo consentendo al sindaco Giuseppe Montesano di reinsediarsi e, subito dopo, dimettersi dalla carica, per far celebrare nuove elezioni. Lo ha deciso nei giorni scorso il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, accogliendo il ricorso della Presidenza della Repubblica e della Presidenza del Consiglio dei ministri.
I giudici amministrativi di secondo grado, infatti, ribaltando la sentenza del Tar Sicilia hanno stabilito che “l’omessa comunicazione dell’avvio del procedimento non integra il vizio di violazione di legge, stante il carattere intrinsecamente urgente che connota l’adozione del provvedimento di scioglimento, provvedimento estremo che costituisce, dunque, la reazione (ineludibile ed inevitabile) dell’ordinamento alle ipotesi di attentato all’ordine ed alla sicurezza pubblica e la formale riservatezza degli elementi documentali e indiziari su cui si basa necessariamente il provvedimento stesso”.
Circa il merito dell’atto il Cga sostiene che lo scioglimeto del Consiglio comunale del piccolo centro agricolo in provincia di Caltanissetta avvenne sulla base di elementi istruttori che “hanno comprovato il condizionamento persistente e invasivo della gestione amministrativa dell’Ente locale, senza soluzione di continuità, in tutto l’arco temporale oggetto della verifica, in modo che sono stati integrati i necessari presupposti di legge di cui all’art. 143 T.U. EE.LL.

In pratica, seguendo rigorosamente la ratio della sentenza, a Vallelunga Pratameno doveva amministrare, per un periodo non inferiore ad un anno e non superiore a due, un commissario prefettizio.  Invece, si è andati al voto dopo le dimissioni del sindaco reintegrato dal Tar.
Si dibatte, adesso, sulle conseguenze della sentenza del Cga che il sindaco Montesano, ed il suo vice Giuseppe Piraino – che come evidenziano i giudici amministrativi in sentenza non risultavano gravati “da procedimenti di indagine o penali in corso attinenti alla fattispecie, essendo stata valutata l’attività amministrativa dell’Ente nel suo complesso (oltre che le varie frequentazioni, ed il sostegno elettorale, riferiti ai singoli protagonisti) – hanno già annunciato di voler contestare davanti alla Corte di Cassazione.
L’amministrazione, sciolta, infatti, non è tecnicamente la stessa che è attualmente in carica dopo l’elezione plebiscitaria del maggio scorso, anche se il sindaco, (Montesano rieletto con il 96,79% delle preferenze) ed il vice (Giuseppe Piraino, ‘battuto’ dal primo cittadino alle ultime elezioni), sono gli stessi.

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