Non escuse forme eclatanti di protesta

"No alla soppressione della Provincia di Caltanissetta"

Palazzo_Provincia

25 agosto 2011 -  Il Consiglio provinciale di Caltanissetta ha votato all’unanimità un articolato documento contro la soppressione dell’ente Provincia prevista dal decreto legge 138/2011 ed ha aggiornato la seduta corrente, aperta e a carattere straordinario, a sabato mattina (ore 10,30) con invito esteso a tutti i sindaci e i presidenti dei consigli comunali del territorio per costituire un fronte quanto più compatto a sostegno delle rivendicazioni contenute nello stesso documento.

Quest’ultimo è stato frattanto inviato al presidente della Repubblica, ai presidenti di Camera e Senato, al presidente del Consiglio, ai ministri dell’Economia, dell’Interno e della Semplificazione normativa, ai capigruppo parlamentari di Camera e Senato, al presidente della Regione siciliana, ai parlamentari eletti in Sicilia, ai sindaci del territorio nisseno, ai presidenti dei consigli delle altre Province d’Italia a rischio soppressione, all’Upi e all’Urps.


Il passo successivo sarà quello della partecipazione del Consiglio provinciale nisseno alla seduta congiunta concordata con quello di Enna, prevista per lunedì pomeriggio nella sede dell’Università Kore.

Il Consiglio nisseno, in occasione dell’approvazione del citato documento, ha ribadito l’esigenza – già evidenziata nella seduta di mercoledì – di ricorrere anche a forme eclatanti di protesta per bloccare un provvedimento che rischia di assestare un colpo mortale alla già non facile realtà socio-economica del territorio provinciale.

In avvio di seduta, il sindaco di Caltanissetta Campisi ha rimarcato che non possono certo essere calcoli e criteri statistici a segnare il destino di un territorio, a meno che il provvedimento venga esteso a tutte le realtà provinciali d’Italia nell’ottica di una ridefinizione dell’amministrazione locale: ma bisogna lottare in tale direzione tutti uniti e senza campanilismi di sorta.

Dopo che il presidente del consesso Mancuso (nel frattempo messosi in contatto telefonico con i colleghi di Enna in vista della riunione di lunedì) ha letto in aula il documento, si è proceduto alla sua unanime approvazione (presenti al voto Accurso, Cacioppo, Cannizzo, Capizzi, Cascino, Cigna, Cirrone Cipolla, Cusumano, D’Arma, Delpopolo, Ferrante, Licata, Mancuso, Petralia, Sanfilippo e Sorce).

La volontà di procedere con azioni unitarie a difesa del territorio è stata ulteriormente ribadita negli interventi successivi. D’Arma ha parlato di manovra disastrosa che mette in discussione il rispetto della Costituzione, una manovra repressiva e pericolosa le cui conseguenze saranno i cittadini a pagare: va dunque difesa l’articolazione democratica – ha aggiunto – ma non bisogna dare l’impressione di rappresentarsi come difensori di se stessi, bensì inquadrare le rivendicazioni in un contesto di riforma istituzionale, con una mobilitazione che deve essere collettiva.

Di passare, e subito, ad azioni di lotta, anche eclatanti, ha parlato Cusumano, attivando il coordinamento dei sindaci e promuovendo una mobilitazione generale anche a Roma al cospetto del Quirinale: di certo, ha aggiunto, la battaglia si vince solo se si è uniti, e Caltanissetta come capoluogo dovrebbe mettersi alla testa di questa battaglia, mentre il documento approvato dovrebbe essere mandato anche ai sindaci e ai consigli comunali dell’Ennese al fine di una condivisione la più larga possibile.

Anche Delpopolo ha insistito sulla necessità di interloquire strettamente con sindaci e consiglieri comunali del territorio, in un generale stato di allerta operativa che, appunto sabato, dovrebbe essere ribadito.

Petralia s’è chiesto quale opinione abbiano in merito i nostri deputati nazionali, dato che nessuno di essi ha partecipato alle riunioni o ha preso ancora posizione sulla problematica, e ciò in considerazione che saranno chiamati ad esprimere il loro voto a Roma sulla nuova norma: e anch’egli ha concordato sul dovere procedere con azioni quanto più incisive.

Pure Cannizzo ha proposto manifestazioni eclatanti, mentre Cirrone Cipolla, nell’appellarsi al voto sul documento anche da parte di tutti i consigli comunali del nisseno, ha convenuto sul dover spostare la protesta a Roma, sempre coinvolgendo i comuni al fianco della Provincia.

Cascino ha infine proposto un emblematico sciopero generale da parte di tutti quegli enti ed organismi la cui esistenza è messa a rischio dall’eventuale soppressione della Provincia.

CS

2 commenti a "“No alla soppressione
della Provincia di Caltanissetta”
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  • [...] l’articolo: http://caltanissetta.blogsicilia.it/no-alla-soppressione-della-provincia-di-caltanissetta/56906/ Attualità, [...]

  • cataldo scrive: 25 agosto 2011 17:51

    Molto interessante l’articolo a questo link http://www.ambientediritto.it/home/dottrina/la-soppressione-delle-province-territorio-siciliano – sulla presunta incostituzionalità della norma del D.L. soppressivo delle province siciliane.

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