Niscemi torna in piazza contro il Muos, il sistema satellitare realizzato dalla Marina Militare Statunitense in contrada Ulmo, nel cuore di una riserva naturale. Hanno già dato la loro adesione alla giornata di protesta diversi comitati No Muos di tutta la Sicilia, le mamme No Muos, associazioni culturali e di volontariato e diversi semplici cittadini.

Ad aprire il corteo sarà l’amministrazione comunale con in testa il sindaco, Francesco La Rosa. La partenza è prevista per le 16, con un concentramento dei manifestanti in piazza Vittorio Emanuele III di Niscemi.

Quindi il corteo attraverserà le principali vie della città per poi ritornare in piazza dove si terrà un dibattito. La
manifestazione si concluderà con un concerto di band No Muos.

La nuova giornata di mobilitazione, è stata organizzata dopo la sentenza del Cga di Palermo che ha in sostanza accolto il ricorso del Ministero della Difesa, sentenziando che il Muos non fa male. Il Muos tuttavia rimane sotto sequestrato per un provvedimento emesso dal Gip del Tribunale di Caltagirone, secondo il quale l’impianto è abusivo.

Ed anche Legambiente aderisce alla manifestazione di oggi. La battaglia non si ferma, l’associazione sarà presente con numerosi volontari per ribadire il NO all’impianto satellitare della Marina americana.

Il prossimo 20 maggio a Caltagirone inizierà il processo sulle responsabilità penali di chi ha autorizzato le opere abusive. Legambiente Sicilia si costituirà parte civile, così come  i circoli di Caltagirone e Piazza Armerina. “Abbiamo ritenuto opportuno . dichiara Paola Di Vita, presidente del circolo di Piazza Armerina – promuovere la nostra costituzione in giudizio a tutela del territorio e forti delle numerose iniziative realizzate negli anni contro il Muoso anche con i comitati locali No Muos”.  

“Il Muos è e resterà per sempre un’opera abusiva, – dichiara Gianfranco Zanna, presidente regionale di Legambiente Sicilia -realizzata in una riserva naturale, in un’area di grande pregio paesaggistico. Fra pochi giorni si aprirà il processo, noi ci costituiremo parte civile ed “invitiamo” la Regione a fare altrettanto. La Regione aveva e ha il dovere di difendere e tutelare il patrimonio naturalistico siciliano. Se qualche suo funzionario ha sbagliato è giusto che l’Istituzione chieda i danni per il grave scempio compiuto”.