E’ durata 14 ore l’agonia della piccola Ludovica Caracappa, la bambina di 6 anni di Gela travolta, ieri sera, con la madre, Nunzia Vullo, di 35 anni, che la teneva in braccio, da una Fiat Panda condotta da un cameriere gelese, Salvatore Rinella, di 23 anni, incensurato, fuggito dopo il sinistro e che si è costituito solo dopo qualche ora.

I medici dell’ospedale “Di Cristina” di Palermo, dove la bimba era stata trasferita in mattinata con l’elisoccorso del
118, ne hanno dichiarato il decesso stamane alle 13:30.

La madre era morta verso mezzanotte, durante il tragitto in ambulanza verso l’ospedale Vittorio Emanuele di Gela. Sono i carabinieri a indagare sull’incidente, avvenuto in via Venezia, di fronte alla pizzeria Metropolis, dove la famiglia Caracappa (Luigi, operaio dell’indotto, Nuccia Vullo, parrucchiera, e le due figlie) aveva cenato con parenti e amici. Tutti stavano attraversando la strada quando, per cause ancora da accertare, la Fiat Panda è sbucata all’improvviso falciando il gruppo.

Gli altri sono riusciti a schivare l’auto, Nunzia Vullo e la sua piccola Ludovica, che dormiva tra le braccia della mamma, no. L’investitore anziché fermarsi ha proseguito la folle corsa.

I carabinieri hanno accertato, tramite le registrazioni di alcune telecamere del sistema di videosorveglianza, che correva a 80 l’ora in pieno centro abitato. Analizzando le immagini del violentissimo scontro, gli inquirenti hanno avuto la sensazione di assistere alla proiezione di un videogioco con le vittime sbalzate a 30 metri di distanza dal punto d’impatto.

Qualche ora più tardi, Rinella si è costituito dicendo di non avere visto i pedoni e di essere fuggito per il timore di un linciaggio ad opera dei parenti delle vittime, ha raccontato di avere nascosto la sua Panda nell’ex mattatoio comunale di via Generale Cascino.

L’uomo è risultato negativo all’alcol-test.
Il pm di turno ha disposto per lui gli arresti domiciliari. L’accusa è quella di omicidio stradale plurimo con fuga del
conducente.