E se Gheddafi fosse più bravo del Papa?
Consentitemi oggi di fare onore al mio nickname e provare a raccontarvi una breve favoletta.
Consentitemi oggi di fare onore al mio nickname e provare a raccontarvi una breve favoletta.
Che la Sicilia fosse una delle regioni italiane più ancorate alle tradizioni, soprattutto di origine religiosa, è cosa nota. Oggi il dato viene confermato ulteriormente.
È di questi giorni l’assurda polemica sorta in seguito alle lamentele di alcuni abitanti di Sant’Andrea del Garigliano, nel frusinate, che si sono rivolti al Codacons per impedire l’erezione di una statua alla memoria del Venerabile Papa Giovanni Paolo II.
Le persone continuano ad essere superstiziose anche se per ogni superstizione c’ è sempre una spiegazione valida.
I fatti, o misfatti, che stanno coinvolgendo questo Vaticano, vengono affrontati come eventi contro il vaticano e, quindi, contro la religione; ma questo non è altro che un escamotage per allontanare il calice delle colpe e delle responsabilità che riguardano una religione tradita nella sua essenza, per stornare l’attenzione intorno all’apparato burocratico che vorrebbe amministrare la religione e con essa anche la fede.
Berlusconi si è comunicato al funerale dell’amico Vianello. Scandalo: ad un divorziato non si può dispensare la comunione.
Il cavaliere si assolve, e ritiene che il veto ai divorziati di accostarsi alla particola, non valga per lui; non lo coinvolge nemmeno la scomunica che colpisce chi ha accettato l’aborto del proprio figlio al 7° mese di gravidanza.
“Vediamo che poter far penitenza è grazia e vediamo come sia necessario fare penitenza”, lo ha detto Papa Benedetto XVI nell’omelia della Messa celebrata, nella Cappella Paolina in Vaticano.
Cambiano i secoli, cambiano gli “assedi”, fisici o morali, nei confronti della Santa Sede: se una volta l’obiettivo era “sovvertire” il potere Papale, adesso sembra che la tendenza sia quella a fare “di tutta l’erba un fascio”.
L’invito del pontefice rivolto agli italiani di non obbedire alle leggi dello Stato, non ha riscontro in nessuna parte del mondo civile o civilizzato; l’intromissione è lampante!
Sono trascorsi cinque anni dal giorno della morte terrena di Giovanni Paolo II, l’ultimo dei grandi pontefici vicini al mondo del “cattolicesimo dei cattolici”.
In tempi recenti, diverse e riuscite manifestazioni a carattere culturale, artistico e turistico hanno fatto la fortuna di paesi e di piccole comunità dell’entroterra siciliano, come nel caso del presepe di Sutera.
Dopo aver letto l’articolo di Rosaria Del Popolo su BlogSicilia non riesco a star zitto: lungi da me attaccare l’autrice del pezzo, vorrei esprimere il mio più fermo dissenso nei confronti delle sue parole.
La Fede non può essere imposta da nessuno e a nessuno, perché essa riguarda il cuore. Non può essere quindi dettata dalla paura o dal terrore, ma nasce da un sincero rapporto d’amore fra il credente e il creduto.
Conosciamo tutti la chiesa di Santa Maria La Vetere (altrimenti detta degli Angeli), che domina l’ingresso del cimitero di Caltanissetta, quasi a guardia di quei corpi che dormono in silenzio fra le mura sacre in attesa della resurrezione.
In Francia si va verso il divieto di indossare burqa, niqab o chador nei luoghi pubblici, ed in Sicilia, qual’è la situazione?
Non si tratta che di baratto, simoniaco baratto, condito da slogan e da blasfeme affermazioni che mettono la politica al servizio di presunti valori religiosi e anche viceversa
Certamente, la limitazione della libertà religiosa delle persone e delle comunità non è soltanto una loro dolorosa esperienza, ma colpisce innanzitutto la dignità stessa dell’uomo, indipendentemente dalla religione professata o dalla concezione che essa ha del mondo
La Giunta provinciale ha deliberato un contributo di 15.000 euro a favore della Diocesi di Caltanissetta per la realizzazione del 6° Incontro diocesano annuale dei giovani e delle famiglie – IGF
I fatti di Rosarno sono stati analizzati con complice superficialità, giusto per valutare l’immediato presente e risolvere l’emergenza con il come, tralasciando ogni ipotesi che potesse prendere in visione il perché.
Per l’itinerario sociale e civile dell’uomo, praticare e diffondere la politica sociale appartiene alla sua missione sociale e civile, etica e morale, perché tale politica ne propone le dirette conseguenze nella vita della società ed inquadra il lavoro quotidiano e le lotte per la giustizia nella solidarietà fra gli uomini.
Le religioni monoteiste insegnano, ormai da molte decine di secoli, che l’essenza stessa dell’Amore è Dio; il solo in grado di amare totalmente senza attendere di essere ricambiato.
La mancanza di idee porta alla ricerca di ciò che è stato, come rifugio da una realtà che non si capisce o che si vorrebbe strutturare a proprio piacimento; così si prosegue “avanti…verso il passato”, e ciò accade nel mondo laico della politica come nel mondo confessionale del cattolicesimo che, giorno dopo giorno, assume sempre più toni inquisitori.
…Non si può affermare che la solidarietà può risolvere i problemi solo a livello individuale stante il fatto che nella società preme la necessità alla lotta; il richiamo alla lotta unisce solo esternamente, nella difesa e nella distruzione.
A proposito del Partito dell’amore, ultima invenzione mediatica dell’ineffabile e fantasioso cavaliere, mi chiedo: ma cosa ne sa il cavaliere dell’amore?
L’atmosfera natalizia si fa sentire sempre più con l’approssimarsi delle feste e in Sicilia, da qualsiasi parte, sono allestiti diversi mercatini, mostre e presepi. A Sutera, in provincia di Caltanissetta, il magico quartiere il “Rabato” il più antico e suggestivo, si trasforma in un vero e proprio “Presepe Vivente”, giunto alla XII edizione.
Lo ha detto il cardinale Bagnasco, dimenticando le crociate, i roghi dell’inquisizione sormontati da una croce, le croci tempestate di brillanti esibite nelle abbondanti scollature di signore (si fa per dire) e, più attuali, le croci fiammeggianti esposte dal KKK, dopo aver effettuato la spedizione punitiva contro il negro di turno. Quindi la Lega che per imporre il crocifisso nelle scuole urla e bestemmia.
Oggi illuminanti per la mia nota sono state purtroppo, le parole del Santo Padre Benedetto XVII. Dico purtroppo perché c’ è sempre qualcosa da criticare quando ci si limita a definire i due opposti senza ricordarsi che, a volte, “IN MEDIA RES STAT VIRTUS”.
Egr. sig. Papa, mentre la Padania, con l’ipocrisia che offende la religione, esige il crocifisso nelle scuole, ecco che caccia via Cristo insieme ad un gruppo di bisognosi, in mezzo ai quali molti bambini integrati nella scuola.
I paladini volontari, schierati con questo Vaticano, ripropongono ossessivamente l’idea di un Crocifisso come motivo dominante di una tradizione, e non si rendono conto di svilire i principi portanti della Fede.