Le falsità nascoste del cavaliere (seconda parte)

“La spinta che il governo del cavaliere vorrebbe dare in Europa per l’ingresso di Israele nella UE, rientra nel medesimo disegno, che vorrebbe, in una fase successiva coinvolgere l’intera Europa nella tattica sionista di aggressione e dilatazione territoriale. Il coinvolgimento avverrebbe “in caso di aggressione” che Israele subirebbe; ma sappiamo benissimo che basta auto spedirsi un razzo, magari pilotato, controllato, per dichiarare di essere stati aggrediti. E’ già accaduto, ed ha giustificato l’ultima strage nei territori di Gaza, con espressioni di compiacimento da parte del governo italiano.”

Pronti alla opzione nucleare.

Il programma di accordo Italia-Israele, che prevede anche l’attivazione delle forze nucleari israeliane pronte a colpire in caso di rappresaglia iraniana, è stato concordato con gli Stati Uniti.
I caccia israeliani passerebbero dallo spazio aereo iracheno controllato dal Pentagono e sarebbero guidati dai sistemi satellitari statunitensi. L’esistenza del piano non è più segreta: funzionari Usa hanno dichiarato che “un attacco militare contro gli impianti nucleari iraniani da parte di forze israeliane o americane non è da escludere se la questione dovesse bloccarsi alle Nazioni unite”.

Secondo gli esperti, “ritardare l’attacco militare comporta il rischio che, una volta avviati i reattori di Bushehr, la loro distruzione potrebbe causare una catastrofe ambientale simile a quella di Cernobyl.

In tale situazione, proprio mentre l’Ue è impegnata in una delicata trattativa con l’Iran sulla questione del nucleare, l’approvazione da parte del governo italiano dell’accordo militare con Israele fornisce al governo sionista il segnale politico che l’Italia è pronta a sostenerlo nell’attacco all’Iran.
La corsa israeliana all’armamento continua senza sosta, creando un deposito bellico che non ha riferimento alcuno con nessuna altra potenza mondiale, in rapporto alla dimensione dello Stato.

Quanto costano 5000 bombe “intelligenti” made in Usa?

Israele lo sa benissimo: 319 milioni di dollari. La cifra non è campata per aria: la si trova tra le righe di un rapporto del Congresso americano della prima decade di ottobre 2007, perché gli Stati Uniti vogliono vendere ai preziosi alleati israeliani armi in grado di far loro mantenere il “vantaggio qualitativo” militare e nel contempo favorire gli interessi strategici e tattici degli Usa in Mediooriente.

Nel dettaglio, si tratta di 500bunker busters” da una tonnellata capaci di frantumare bunker di cemento spessi più di due metri; 2500 bombe “normali” da una tonnellata; 1000 da mezza tonnellata; 500 da 250 chili, altri cinquecento ordigni di varia natura.
L’apparato militarindustriale americano sa di poter contare sui buoni uffici della Casa Bianca, del resto c’è una formidabile affinità d’interessi con le aziende del settore israeliane, e per non mettere troppo in imbarazzo il governo sionista si è ricorso ai soliti fondi garantiti dagli ancora più consueti finanziamenti agevolati.

Business chiama business e quello della guerra è il più colossale: basta invocare l’emergenza continua e il terrorismo, è il pretesto perfetto per una politica di difesa aggressiva…

Prima parte

 

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3 Commenti a “Le falsità nascoste del cavaliere (seconda parte)”

  1. Rosario Amico Roxas scrive:

    x sergio

    Chiaramente non scrivo di questi resoconti da cronaca, preferisco scendere “dentro” la cronaca e vedere ciò che non si vuole far comparire.

  2. Sergio scrive:

    AHhhh….certo! Voi vedete quello che non fanno comparire…con la fantasia!!!!
    Continuate pure a sognare….a vedere quello che non esiste.

    EHI-EHI!!! C’è un asino che vola sui cieli di Caltanissetta!!! Guardate pure voi!

    Ma per favore…!

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